31 Marzo 2011
Ele è la nostra "bimba",
io e Paolo l’abbiamo comprata l’anno scorso all’età di due anni. E’ un’arabina molto vispa e curiosa e ama molto il contatto con l’uomo, starebbe a farsi grattare e coccolare per ore. Questa è una cosa che ci ha fatto subito piacere perché molto spesso i cavalli non cercano questo tipo di attenzioni, a meno che non ci siano zuccherini o biscottini nelle immediate vicinanze. Questo comportamento di Ele con noi è stata una cosa sicuramente positiva fin dall'inizio ma, solo questo suo starci incollata durante le pulizie del paddock, venirci incontro appena aprivamo la porta della capannina e stare lì a farsi accarezzare volentieri, non significava che avessimo veramente la sua amicizia…..quella è venuta con il tempo e la fiducia reciproca.
Quando l’abbiamo presa aveva già imparato un po’ a girare alla corda, stava legata, dava malvolentieri i piedi anteriori e quelli posteriori non li voleva proprio dare, non saliva sul trailer, anche perché poverina vi era salita una sola volta con la mamma…non potevamo pretendere niente. Piano piano abbiamo fatto sempre più conoscenza, ogni giorno durante la pulizia di paddock e capannina si mettevano capezzina e longhina, anche solo per pochi minuti, e si giocava un pochino a dare i piedi, a muoversi alla corda, a seguire le pressioni.

Come ci ha sottolineato più volte Francesco, "la prima cosa è l’amicizia" e, con Ele, io e Paolo ci siamo proprio resi conto in modo eclatante di quanto sia importante l’amicizia con il cavallo in tutto quello che fai con lui. Noi infatti per un anno abbiamo giocherellato con lei abituandola un po’ a tutto, anche a rispettarci. Lei ha acquistato fiducia in noi, tanto che, quando è arrivato il fatidico momento (da noi tanto atteso) della "prova sella", abbiamo avuto una bellissima sorpresa. L’abbiamo sellata, fatta girare un po’ alla corda con la sella per prendere confidenza con quella "cosa lì" che nessuno le aveva mai messo e l'ha accettata senza problemi; poi Paolo ha provato a salire, con molta delicatezza. Ci aspettavamo un minimo di reazione, per lo meno alla stretta del sottopancia o al momento di sopportare il suo peso, ma lei non lo guardava nemmeno, anzi, stava lì ferma e si guardava proprio in giro senza curarsi per niente di lui che saliva e scendeva dalla sua schiena. Abbiamo quindi proseguito ancora un pochino montandola per qualche giro di campo al passo e lei, a parte una simpatica incertezza nel muovere i primi passi perché molto probabilmente non sapeva come coordinarsi con quel peso da portare, passeggiava tranquillamente, come se non avesse mai fatto altro...
Ora la strada da fare con Ele è ancora lunga, ma siamo proprio contenti di aver ottenuto già un iniziale risultato come questo. Cercando di mettere sempre in pratica questo metodo di collaborare con il cavallo e sperando di imparare molto altro da Francesco, ci auguriamo di consolidare sempre di più questo bel rapporto con la nostra piccolina e di poterlo fare anche con tutti gli altri cavalli che ci accompagnano nella nostra vita.
Sandra e Paolo
| < Prec. | Succ. > |
|---|



